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Storia di una torre

cosa è successo (anche) la domenica senz’auto a Modena, Piazza della Pomposa, 4/10/2015
binocoli

I bambini (e i grandi), dopo aver giocato per diversi minuti con i coni – castelli e binocoli – ed aver considerato che alcuni “proprio non si vogliono staccare” “…si vogliono troppo bene!”, hanno iniziato a impilarne un certo numero. Un papà, quando vede che l’altezza della torre ha superato la massima estensione delle braccia dei bimbi verso l’alto, corre in aiuto
torrepapi…ma anche le braccia del papà hanno una certa lunghezza, si mette sulle punte, ma anche così c’è un limite allo svettare della torre.
“Come facciamo a metterne altre, non ci arrivo più” considera avvilito il papà
“Si possono aggiungere solo sopra?” chiede un passante
Il gioco ricomincia e adesso la sfida è superare il più alto dei presenti, e poi l’albero e poi…fare assomigliare la torre alla Ghirlandina. Siamo a Modena, il salto mentale associativo è quasi d’obbligo. I coni vengono aggiunti da sotto e la torre si alza, ma più si alza più emerge un suo limite nuovo: diventa ondeggiante, rischia di cadere.
torreallbottom
Servono altre forze e altri si aggiungono a sostenerla, in un cornice di gridolini di soddisfazione, sorpresa, sorrisi e risate. C’è chi sta facendo altro, ma la sfida diventa collettiva, come la soddisfazione. Ora la cocciutaggine di quei pezzi che proprio non si volevano staccare, si rivela una risorsa: la torre, grazie a questa proprietà e alle tante braccia che la sostengono, si alza sempre di più. La torre supera l’albero e diventa la Ghirlandina. “Costruita da noi però!”
torremaryOra le braccia e la cocciutaggine dei pezzi uniti (indissolubilmente ?) non bastano più. Si rischia un bel bernoccolo collettivo, perciò si decide che è meglio smontarla, con il processo inverso. Fino a che … la torre arriva ad essere di un’altezza nuovamente interessante. Uscita la <tensione all’altezza> dal piano di gioco, entra a pieno titolo l’ebbrezza del <quasi cade>, perciò gli ultimi due metri abbondanti non vengono smontati, ma si sfidano le leggi della gravità e la forza delle braccia di chi la sostiene.
torrekidLa torre, dopo poco oscilla, e cade, accolta da braccia pronte. A terra, torna a trasformarsi in una miriade di binocoli, megafoni e telefoni. E vista la cocciutaggine dei cilindri, varrebbe la pena capire perché lo sono tanto.

citofonoLa loro grana per ora non salta all’occhio e all’attenzione di chi li maneggia. Il materiale… nemmeno quello. Ma la proprietà che permette ad un cono di incastrarsi nell’altro, questa consapevolezza sì, rimane e si consolida… si rende utile quando un papà, si lancia in una nuova sfida: Impilare due cilindri con il bordo arrotondato! Il ripetuto franare delle torri iniziate dal papà, richiama l’attenzione della figlia (una delle protagoniste dell’approfondito incontro con i cilindri…binocoli, mattoni, megafoni, telefoni) e infila il cono nel cilindro per poi mettere all’altra estremità un secondo cilindro. Figlia – papà: 1 a 0
kidsAldilà delle scoperte che fatte e ancora da fare, abbiamo partecipato tutti ai successi e alle sfide degli altri, sia come osservatori che come costruttori (di idee e di scoperte , non solo di torri). Abbiamo aperto possibilità, non dato soluzioni; le ha date chi aveva gli anni che stanno nelle dita di una mano. Le soluzioni maturate dall’esperienza diretta non sono il termine del percorso ma “solo” l’avvio di altre sfide.
misstubiUn mattone nella crescita personale (curiosità autoindotta volta alla scoperta delle proprietà profonde degli oggetti e delle ragioni di alcuni loro “comportamenti”, autostima, potenziamento del problem solving) e collettiva (riconoscimento delle capacità altrui, uso delle informazioni date da altri per costruire il proprio percorso, solidarietà, compiacimento collettivo).
I contributi sono arrivati con parole ed azioni, e tanto entusiasmo. Cercare le soluzioni e le risorse degli oggetti – e di noi stessi -, dare voce alle proprie capacità, in un situazione dove si sorride, è tutta un’altra storia

Sulla nostra pagina flickr l’album di immagini dell’evento

2 Comments Add New Comment

  1. Che meraviglia vedere bambini alla scoperta del comportamento degli oggetti, rendersi conto delle loro possibilità, impegnarsi ad aggiungerne altre,accogliere suggerimenti. Stanno rendendosi conto che ci sono più modi di vedere un problema è risolverlo. Bravi gli adulti che danno loro questa opportunità.

    1. Grazie Maria, hai proprio ragione! Ci piace creare queste situazioni perchè lo sguardo curioso e leggero dei bambini (piccoli e grandi) sulle cose scartate o abbandonate trova e crea continua meraviglia. Di cui non è mai abbastanza piena la vita dei grandi…

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